Mountain bike
La mountain bike (anche MTB o, raramente, rampichino[1]) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere agevolmente al di fuori delle strade asfaltate o le piste ciclabili, ed affrontare terreni sconnessi, sia in salita che in discesa. Per cui, in genere è dotata di sospensioni (quasi sempre ammortizzate), sia anteriori che posteriori (come le moto da cross) e di gomme molto più larghe e ben tassellate, rispetto alle normali biciclette da città o a quelle da corsa. Il telaio di una mountain bike deve essere anche più robusto, benché i materiali siano quelli tipici (alluminio, carbonio, acciaio, ecc), per cui un peso maggiore sarà la costante caratterizzante.
Ad oggi, esistono svariate tipologie di mezzi MTB, progettate e costruite in base ai differenti sentieri e percorsi da affrontare e in base alle esigenze personali. Dalle cosiddette Down-Hill (DH), bici completamente ammortizzate a corsa lunga, adatte per “correre giù dalla collina”, affrontando salti anche di 2 metri (e più), ma inadatte alla risalita, alle più leggere “MTB front”, dotate della sola forcella anteriore ammortizzata, per smorzare almeno le sollecitazioni sulle braccia, durante le discese nei percorsi accidentati. Se la MTB-DH è la regina delle MTB, la “front” è la MTB più simile alle bici da strada, ma che viene utilizzata nei sentieri ove la discesa non presenti troppe insidie (quindi, è una MTB molto limitata). Il carro posteriore delle front, viene lasciato rigido (hardtail), senza ammortizzatore, per evitare al massimo l’eventuale spreco di energia causato dalle oscillazioni del ammortizzatore, nelle pedalate più vigorose in salita.
Le MTB con sospensioni anteriori e posteriori, vengono chiamate “full” (da full suspended o sospensione completa o bi-ammortizzata), tipiche delle categorie come cross country, down country, trail bike, all mountain, enduro e downhill.
Nonostante la MTB nasca priva di sospensioni (negli anni settanta), ad oggi esistono ancora alcune eccezioni di MTB prive di sospensioni. Una è la fatbike, che monta di copertoni molto molto ampi (con sezioni quasi da moto), per uso sui terreni estremi come neve, sabbia, fango, ecc, dove le tipiche MTB sarebbero limitate.

Storia
La mountain bike moderna nasce alla fine degli anni settanta in California, dopo un lungo periodo in cui venivano usate biciclette adattate, dette “clunker” (catorcio), per far gare in discesa su strade forestali. Si ritiene che la prima bicicletta appositamente costruita per l’uso fuoristrada sia quella di Joe Breeze, nel 1978. Successivamente Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey si associarono nella MountainBikes. Nei primi anni ottanta vennero vendute le prime mountain bike prodotte su larga scala, che a quel tempo erano poco più che biciclette da corsa irrobustite, con manubrio dritto e gomme più larghe.
Nei vent’anni a cavallo del 2000 il mountain biking è diventato uno sport fra i più diffusi, e il mercato e la nascita di competizioni sportive basate sulle specialità del mountain biking hanno permesso uno sviluppo tecnologico continuo, per cui oggi sono possibili attività che una volta non erano nemmeno pensabili.[2]
Descrizione
Fra le biciclette, le mountain bike sono sicuramente le più complesse. Il funzionamento generale e i componenti principali sono sempre quelli, ma oltre ad essere generalmente più robusti presentano delle differenze caratterizzanti ed elementi specifici della mountain bike.
Telaio
I telai sono caratterizzati dall’avere una geometria tendenzialmente più compatta di quelli per bici da strada, per conferire maneggevolezza e resistenza. In questo senso è diffusa la geometria sloping (in discesa) in cui il tubo orizzontale è particolarmente inclinato verso il basso (lato sella), congiungendosi a un tubo verticale molto corto. Un’altra differenza è nei telai con sospensione posteriore, in cui il carro ha un sistema di snodi per permettere il movimento verticale della ruota. I principali materiali usati sono:
- acciaio cromo-molibdeno, pesante, economico, resistente ed elastico, usato in modelli economici ma anche di nicchia, in cui speciali lavorazioni abbassano il peso;
- leghe di alluminio, più leggero dell’acciaio ma tendenzialmente più rigido, la lavorazione è più semplice ed è più resistente all’ossidazione, è infatti il materiale più diffuso;
- compositi in fibra di carbonio: molto leggero e resistente, è più suscettibile agli urti degli altri ed ha un costo elevato;
- titanio, leggerissimo e resistente alla corrosione, è il più costoso ma per il resto simile all’acciaio.
